L'algoritmo della farfalla
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L'algoritmo della farfalla

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Lolade è una donna Yoruba giunta in Italia da una decina d’anni. Ottenuto il permesso di soggiorno, ha sposato un italiano di qualche anno più grande di lei. Mentre era per strada, è stata arrestata da due carabinieri, perché sospettata di uno scippo. Scagionata del furto, viene accusata dai due agenti che l’hanno arrestata di resistenza a pubblico ufficiale.
Prima ancora di essere rinviata a giudizio, a causa dello status del suo visto, la donna viene spedita in un CPR. Dopo qualche giorno nello stesso Centro arriverà la giovane Ife. 
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L’apertura dei CPR, o dei Migration Center ha significato una sospensione dei diritti giuridici. Si può essere condannati e incarcerati anche senza aver commesso il fatto. L’apertura di questa falla nel sistema giudiziario europeo e mondiale, porta alla possibilità di detenzioni ingiustificate, che possono protrarsi nel tempo. Il sistema dei CPR (e dei Migration Camp) gestito dai privati porta alla follia totale. L’ente gestore non è più interessato all’amministrazione della giustizia ma al numero dei reclusi grazie ai quali riceve fondi dal governo. Più detenuti ci sono più i rimborsi saranno elevati.
Raccontare la storia di Lola, Ife e di Laurent, significa rompere un muro di silenzio. Nei CPR non ci capita mai nessuno di famoso, ai giornalisti non è permesso entrare, e la verità si viene a conoscere solo quando qualcuno, grazie a qualche cavillo giudiziario, riesce a uscire e torna a raccontarci quel che è stato. 
Se nella prigione si contano i giorni, per uscire, dai CPR, si vorrebbe uscire, ma non per rientrare nei paesi dai quali si è arrivati, o per essere spediti nei famosi paesi terzi, lontanissimi.

Un graphic novel scritto da Lucio Cascavilla
disegnato da Giunia C.
postfazione della rete Mai più Lager - NO AI CPR
introduzione del ricercatore Pietro Cingolani